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  • dal sito: lavoripubblici.it

Decreto semplificazioni

Superbonus 110% e CILA: abusi edilizi a rischio di autodenuncia?



La bozza di Decreto Semplificazioni sostituisce il comma 13-ter, art. 119 del D.L. n. 34/2020 dando il via al superbonus anche agli immobili con abusi edilizi.

Dopo settimane di atte sa è finalmente circolata la bozza di Decreto Semplificazioni che, tra le altre cose, ha previsto alcune modifiche chirurgiche all'art. 119 del Decreto Legge n. 34/2020 (Decreto Rilancio) con il quale è entrata prepotentemente nel vocabolario comune la parola "superbonus 110%".

I problemi del Superbonus 110%

I problemi che sono stati riscontrati in questo primo anno di applicazione delle detrazioni fiscali del 110% sono molteplici e risiedono principalmente nelle difficoltà a tradurre in azione quanto scritto in una norma piena di ombre e dubbi applicativi. Problematiche di primaria importanza se consideriamo che accedere al beneficio per poi perderne il diritto comporta per prima


cosa il pagamento in prima persona di interventi che nella maggior parte dei casi non sarebbero stati avviati per mancanza di liquidità.


Le modifiche dal Decreto Semplificazioni

Tra le modifiche inserite all'interno della bozza di Decreto Semplificazioni (che in quanto bozza e in quanto decreto legge necessita: prima dell'approvazione definitiva del Consiglio dei Ministri e poi della conversione in Legge da parte del Parlamento, anche se fino ad allora gli effetti sono immediatamente applicabili) vi è la sostituzione integrale del comma 13-ter con il seguente:

Gli interventi di cui al presente articolo, con esclusione di quelli comportanti la demolizione e ricostruzione degli edifici, costituiscono manutenzione straordinaria e sono realizzabili mediante comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA). Nella CILA sono attestati gli estremi del titolo abilitativo che ha previsto la costruzione dell’immobile oggetto d’intervento o del provvedimento che ne ha consentito la legittimazione ovvero è attestato che la costruzione è st


ata completata in data antecedente al 1° settembre 1967. La presentazione della CILA non richiede l’attestazione dello stato legittimo di cui all’ articolo 9-bis, comma 1- bis del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380. Per gli interventi di cui al presente comma, la decadenza del beneficio fiscale previsto all’ art. 49 del decreto del Presidente della Repubblica n 380 del 2001 opera esclusivamente nei seguenti casi:

a) mancata presentazione della CILA; b) interventi realizzati in difformità dalla CILA; c) assenza dell’attestazione dei dati di cui al secondo periodo; d) non corrispondenza al vero delle attestazioni ai sensi del comma 14.

Resta impregiudicata ogni valutazione circa la legittimità dell'immobile oggetto di intervento.


Niente verifica di conformità

Si specifica anche che nella CILA vanno indicati "solo" gli estremi del titolo abilitativo che ha previsto la costruzione dell’immobile oggetto d’intervento o del provvedimento che ne ha consentito la legittim


azione ovvero è attestato che la costruzione è stata completata in data antecedente al 1° settembre 1967. Niente più "ricerca" dei titoli successivi.

Tra le altre cose non è più neanche necessaria l’attestazione dello stato legittimo di cui all’articolo 9-bis, comma 1-bis del Testo Unico Edilizia.


La decadenza del beneficio

Cosa accade, quindi, alla decadenza del beneficio fiscale prevista dall'art. 49 del Testo Unico Edilizia? semplice, opera so


lo in caso di:

  • mancata presentazione della CILA;

  • interventi realizzati in difformità dalla CILA;

  • assenza dell’attestazione dei dati di cui al secondo periodo;

  • non corrispondenza al vero delle attestazioni ai sensi del comma 14.


Abusi edilizi a rischio "autodenuncia"

Tutto qui? magari, qualcuno potrebbe dire. Perché occorre fare molta attenzione all'ultimo periodo del nuovo comma 13-ter "Resta impregiudicata ogni valutazione circa la legittimità dell'immobile oggetto di intervento". Un periodo probabilmente "superfluo" ma che potrebbe dare chiare indicazioni sull'operato delle pubbliche amministrazioni.

Il nuovo comma 13-ter, infatti, dice solo che il superbonus 110% non decade in presenza di abusi edilizi ma restano intesi gli effetti civili e penali della presenza di eventuali difformità.

Un eventuale controllo delle CILA da parte dello Sportello Unico Edilizia darebbe all'amministrazione tutti i documenti per accertare, senza necessità di sopralluogo, eventuali abusi edilizi presenti nell'immobile.


Cit: www.lavoripubblici.it


Considerazioni da parte di MP1 Ingegneria.

Il Decreto semplificazioni sopra richiamato, tende a snellire le fasi di partenza per la pratica relativa al Superbonus 110% e quindi, in casi di abusi sanabili, di procedere comunque con la pratica edilizia (oggi consentito tutto con CILA) e dare inizio ai lavori di progetto.

Resta chiaro che tutti gli abusi esistenti devono essere dichiarati in fase di presentazione della CILA, ma poi, essendosi allo stato effettivo autodenunciati, dovranno prima o poi essere sanati.

Si deve, pertanto, prestare molta attenzione per gli abusi di una certa entità, aumenti di volume, camere in più, ecc. presenti in aree sottoposto a vincolo paesaggistico, nelle quali non sono consentite sanatorie (accertamenti di conformità ai sensi dell'Art. 36 del DPR 380/2001) anche per lievi aumenti di volume fuori terra (inteso come volume fisico e non volume urbanistico), ma solo di lieve modifica sui prospetti, diversa disposizione interna degli ambienti, diversa forma della copertura, ecc..


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